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	<title>dott. Paolo De Martino &#187; onde d’urto</title>
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		<title>Onde d&#8217;urto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 12:14:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La terapia con onde d’urto rappresenta una metodica innovativa in campo ortopedico-fisiatrico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti  molli (tendini, legamenti).<br />
Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia indotte da un generatore elettroidraulico. elettromagnetico o piezoelettrico caratterizzate da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La terapia con onde d’urto rappresenta una metodica innovativa in campo ortopedico-fisiatrico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti  molli (tendini, legamenti).<br />
Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia indotte da un generatore elettroidraulico. elettromagnetico o piezoelettrico caratterizzate da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta sui tessuti corporei al fine di stimolarne i processi riparativi.<br />
I tessuti attraversati dall’onda d’urto subiscono una sorta di benefico “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili degli effetti biologici(antinfiammatorio,antidolorifico,antiedemigeno, e d’incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale).<br />
Le formazioni calcifiche, che spesso si riscontrano in sede di tendini e legamenti infiammati, dopo trattamento con onde d’urto (comunque non nella totalità dei casi trattati) possono scomparire; ciò non è legato ad un’azione meccanica diretta (di “rottura”), bensì ad un loro scioglimento per attivazione di processi biochimici locali.<br />
A livello osseo tali onde sono in grado di stimolare l&#8217;attività degli osteoblasti (cellule deputate alla formazione di nuovo tessuto osseo), favorendo così i processi riparativi.<br />
Patologie curate e risolte con le onde d’urto:<br />
•	cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);<br />
•	al gomito: epicondilite ed epitrocleite<br />
•	tendine rotuleo nel ginocchio;<br />
•	al piede: tendinite dell’Achilleo, fascite plantare (sperone calcaneare);<br />
•	pseudoartrosi e ritardi di consolidazione (mancata guarigione di una frattura);<br />
•	necrosi ossee.<br />
Per tutte le patologie sopraelencate i trattamenti sono ripetibili, in funzione del risultato clinico e strumentale, dopo adeguato periodo di osservazione<br />
Lo studio De Martino si avvale di onde d’urto con puntatore Storz, leader mondiale indiscusso nella produzione di tali apparecchiature.</p>
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		<title>Epicondilite</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:23:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale dei muscoli estensori del gomito nella loro inserzione sull’epicondilo omerale.<br />
<br />
Questa patologia è definita anche gomito del tennista poiché i tennisti, essendo sottoposti a continue sollecitazioni al gomito durante il gesto sportivo, sono maggiormente esposti a tale patologia.<br />
E’ una tendinopatia causata da ipersollecitazioni funzionali e microtraumi ripetuti al gomito.<br />
La fascia di età più colpita è quella dai 30 ai 50 anni.<br />
Clinicamente si avrà dolore sull’epicondilo nell’esecuzione di alcuni movimenti come l’estensione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale dei muscoli estensori del gomito nella loro inserzione sull’epicondilo omerale.<br />
<a href="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/epicodidite_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-315" alt="epicodidite_1" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/epicodidite_1.jpg" width="253" height="190" /></a><br />
Questa patologia è definita anche gomito del tennista poiché i tennisti, essendo sottoposti a continue sollecitazioni al gomito durante il gesto sportivo, sono maggiormente esposti a tale patologia.<br />
E’ una tendinopatia causata da ipersollecitazioni funzionali e microtraumi ripetuti al gomito.<br />
La fascia di età più colpita è quella dai 30 ai 50 anni.<br />
Clinicamente si avrà dolore sull’epicondilo nell’esecuzione di alcuni movimenti come l’estensione del polso, digitopressione dolorosa sull’epicondilo, positività al test di Mills (flessione del polso) e al test di Cotzen (estensione attiva contrastata del polso).<br />
Esami strumentali come Rx del gomito ed RMN possono essere utili per escludere altre affezioni.<br />
E’ essenziale che qualunque trattamento conservativo sia associato a riposo del muscolo interessato (estensore radiale breve del polso).<br />
La risoluzione dell’epicondilite, quindi, si ha rimuovendo la causa microtraumatica, diminuendo o sospendendo l’attività sportiva o lavorativa, utilizzando antinfiammatori per uso topico, in gel o schiuma, crioterapia, effettuando sedute di elettroterapia con ultrasuoni, ionoforesi, laserterapia, tecarterapia e/o avvalendosi di mesoterapia, di infiltrazioni locali con corticosteroidi, di ozonoterapia o di onde d’urto.</p>
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