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	<title>dott. Paolo De Martino &#187; ozonoterapia</title>
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		<title>Ozonoterapia nelle ernie discali</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:32:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni discali lombari e cervicali essendo una valida alternativa all’intervento chirurgico. Infatti i pazienti trattati con ozonoterapia presentano percentuali di guarigione superiori all’80% dei casi.<br />
Esistono diverse tecniche d’impiego dell’ossigeno-ozono nel dolore di origine vertebrale: la tecnica intraforaminale, la tecnica intradiscale e le infiltrazioni paravertebrali. Quest’ultima rappresenta la metodica maggiormente utilizzata per la sua semplicità di esecuzione, per la sua efficacia e per le poche controindicazioni (gravidanza, favismo, ipertiroidismo e gravi malattie cardiorespiratorie in fase di scompenso).<br />
La tecnica paravertebrale, una volta individuato palpatoriamente lo spazio intervertebrale da trattare, consiste in iniezioni di ozono alla distanza di circa due cm dalla linea mediana delle apofisi spinose. La somministrazione di ozono è di solito ben tollerata, talora il paziente può avvertire solo una sensazione di pesantezza o di lieve bruciore di breve durata e a risoluzione spontanea.<br />
Un aspetto importante dell’ozonoterapia è che non da alcuna reazione allergica (è un gas) e non crea alterazioni con i farmaci.<br />
Nel trattamento delle lombalgie  e cervicalgie sono solitamente necessarie 10-12 sedute a frequenza bisettimanale e il paziente già dopo pochi trattamenti ha la scomparsa del dolore e può riprendere le proprie normali attività.</p>
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		<title>Lombalgia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:25:33 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8220;mal di schiena&#8221; o lombalgia s’intende dolore limitato alla regione lombare. Si stima che circa l’80 &#8211; 90% delle persone almeno una volta nella vita manifestano una sintomatologia analoga. E’ infatti un sintomo tipico dell’età adulta che colpisce maggiormente quelle professioni che espongono il rachide lombare a maggiore usura. La lombalgia è caratterizzata da dolore spontaneo localizzato al rachide lombare accentuato alla pressione locale e ai tentativi di mobilizzazione del tronco, da contrattura dei muscoli paravertebrali lombari e da rigidità del tronco.<br />
Si parla di lombalgia acuta per episodi dolorosi isolati di durata inferiore a 7 giorni, recidivante se gli episodi si ripetono in un periodo massimo di 6 mesi e di cronica quando il dolore persiste oltre i 3 mesi.<br />
Al fine di formulare una corretta diagnosi e quindi un’appropriata terapia, è necessario distinguere una lombalgia meccanica e una infiammatoria.<br />
La lombalgia meccanica può essere causata da :<br />
- artrosi della colonna vertebrale ovvero processi degenerativi dei corpi vertebrali o dei dischi vertebrali dovuti all’invecchiamento delle strutture stesse;<br />
- ernia del disco ovvero la fuoriuscita del nucleo polposo del disco intervertebrale dalla propria sede per sovraccarico ripetuto sul disco stesso;<br />
- stenosi vertebrale ovvero un restringimento del canale spinale con compressione delle strutture interne ad esso;<br />
- spondilolisi, un difetto di una parte della vertebra, detta istmo. Questa condizione può essere complicata dalla spondilolistesi, caratterizzata dallo scivolamento in avanti di una vertebra;<br />
- fratture vertebrali o cedimenti osteoporotici.<br />
Le manifestazioni cliniche della lombalgia meccanica sono rappresentate da :<br />
- dolore generalmente ben localizzabile a livello lombosacrale, che può irradiarsi agli arti inferiori ed associarsi ad alterazioni della sensibilità come sensazione di formicolio, bruciore, punture di spillo; si ha un aggravamento in seguito a posizione eretta prolungata, lavoro manuale pesante, sollevamento e torsione ripetuta, postura errata e un miglioramento con il riposo.<br />
Le lombalgie a genesi infiammatoria sono rappresentate da spondilodisciti sostenute da diversi agenti patogeni (quali il bacillo tubercolare, la salmonella, la postoperatoria da discectomia…), oppure le forme sostenute da parassitosi (quale l’echinococcosi), e ancora le forme reumatiche, l’artrite reumatoide e la spondilartrite anchilosante.<br />
Il trattamento del dolore lombare si basa, innanzitutto, sul riposo: eliminare la causa del dolore è la prima cosa da farsi per evitare l’aggravarsi del sintomo.<br />
Talvolta è consigliato l’utilizzo di un corsetto lombare nel periodo della fase acuta.<br />
I farmaci antinfiammatori agiscono sul dolore e l’infiammazione e sono spesso indispensabili in questa prima fase, associati anche alla massoterapia e alle terapie fisiche antalgiche, come la tens, l’ultrasuonoterapia, il laser e la tecar.<br />
Molto efficace sul dolore e la contrattura muscolare sono la mesoterapia antalgica, le manipolazioni vertebrali nonché l’ozonoterapia per via della sua potente azione antinfiammatoria e miorilassante.<br />
Anche la fisiokinesiterapia, con il trattamento riabilitativo della colonna lombare finalizzato all’apprendimento di specifici esercizi di stretching e rinforzo muscolare degli addominali e dei muscoli dorso-lombari che il paziente può ripetere anche autonomamente al proprio domicilio, è un valido aiuto alla risoluzione del mal di schiena.<br />
In conclusione, per la cura e la prevenzione della lombalgia, è necessario attuare un corretto stile di vita con una costante attività sportiva al fine di mantenere un peso corporeo ottimale, di rendere elastiche le strutture tendinee degli arti e del tronco e di tonificare la muscolatura addominale e gli stabilizzatori del rachide.</p>
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		<title>Ernia del disco</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:24:31 +0000</pubDate>
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La progressiva disidratazion, con la conseguente ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per ernia del disco s’intende la fuoriuscita del disco intervertebrale dalla sua sede naturale. Il disco intervertebrale è un cuscinetto interposto tra due corpi vertebrali che svolge un&#8217;importantissima funzione di ammortizzatore. Esso è composto da una parte centrale detta nucleo polposo e da un involucro esterno detto anulus. Con il passare degli anni il disco intervertebrale va incontro a modifiche di tipo degenerativo, di cui la più importante è la disidratazione del nucleo polposo.<br />
La progressiva disidratazion, con la conseguente riduzione della capacità ammortizzante, fa sì che le forze di carico si scarichino maggiormente sull&#8217;anulus, la cui resistenza è ridotta. Il cedimento dell&#8217;anulus può quindi determinare la migrazione e/o la fuoriuscita di parte o dell&#8217;intero nucleo con la formazione dell&#8217;ernia.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-323" alt="protrusione" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/protrusione.jpg" width="209" height="99" /></td>
<td><a href="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/ernia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-398" alt="ernia" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/ernia.jpg" width="143" height="97" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sono diversi i gradi di fuoriuscita del disco dalla propria sede: si va dalla protrusione o bulging (figura 1) in cui la fuoriuscita è minima, all&#8217;ernia vera e propria, in cui il disco intervertebrale è completamente fuori sede (figura 2).<br />
Nel caso in cui il disco erniato impronta il sacco durale, si assiste al classico dolore radicolare causato dall’irritazione delle radici nervose (lombosciatalgia e/o cervicobralchialgia).<br />
E’ opportuno rammentare che non sempre la sintomatologia è rapportata all&#8217;entità dell&#8217;ernia; infatti esistono ernie molto grandi non sintomatiche e praticamente silenti e piccole protrusioni che provocano dolore ingravescente.<br />
Sotto il profilo diagnostico lo studio Rx diretto della colonna, nelle varie proiezioni, la TAC e la RMN forniscono valide informazioni sulla sede, dimensione, estrinsecazioni dell’ernia discale e di eventuali altre patologie concomitanti.<br />
E’d’uopo ricordare che le indagini diagnostiche sono di supporto poichè l’attento esame clinico è indispensabile per una corretta diagnosi.<br />
Il dolore da ernia del disco prevede, pertanto, dapprima un trattamento farmacologico con antidolorifici o FANS e poi, se refrattario, eventualmente con corticosteroidi e neurotrofici.<br />
Capita sovente che il trattamento farmacologico non sortisca gli effetti sperati e nella gestione della discopatia merita una menzione speciale l’ozonoterapia la cui trattazione si rimanda alla sezione apposita.<br />
Il trattamento chirurgico dell’ernia del disco viene oggi riservato ad un numero molto limitato e ben preciso di casi e laddove sia il trattamento farmacologico, sia i trattamenti alternativi, oltre il decadimento della qualità della vita, non siano risolutivi.</p>
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		<title>Epicondilite</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:23:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale dei muscoli estensori del gomito nella loro inserzione sull’epicondilo omerale.<br />
<br />
Questa patologia è definita anche gomito del tennista poiché i tennisti, essendo sottoposti a continue sollecitazioni al gomito durante il gesto sportivo, sono maggiormente esposti a tale patologia.<br />
E’ una tendinopatia causata da ipersollecitazioni funzionali e microtraumi ripetuti al gomito.<br />
La fascia di età più colpita è quella dai 30 ai 50 anni.<br />
Clinicamente si avrà dolore sull’epicondilo nell’esecuzione di alcuni movimenti come l’estensione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale dei muscoli estensori del gomito nella loro inserzione sull’epicondilo omerale.<br />
<a href="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/epicodidite_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-315" alt="epicodidite_1" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/epicodidite_1.jpg" width="253" height="190" /></a><br />
Questa patologia è definita anche gomito del tennista poiché i tennisti, essendo sottoposti a continue sollecitazioni al gomito durante il gesto sportivo, sono maggiormente esposti a tale patologia.<br />
E’ una tendinopatia causata da ipersollecitazioni funzionali e microtraumi ripetuti al gomito.<br />
La fascia di età più colpita è quella dai 30 ai 50 anni.<br />
Clinicamente si avrà dolore sull’epicondilo nell’esecuzione di alcuni movimenti come l’estensione del polso, digitopressione dolorosa sull’epicondilo, positività al test di Mills (flessione del polso) e al test di Cotzen (estensione attiva contrastata del polso).<br />
Esami strumentali come Rx del gomito ed RMN possono essere utili per escludere altre affezioni.<br />
E’ essenziale che qualunque trattamento conservativo sia associato a riposo del muscolo interessato (estensore radiale breve del polso).<br />
La risoluzione dell’epicondilite, quindi, si ha rimuovendo la causa microtraumatica, diminuendo o sospendendo l’attività sportiva o lavorativa, utilizzando antinfiammatori per uso topico, in gel o schiuma, crioterapia, effettuando sedute di elettroterapia con ultrasuoni, ionoforesi, laserterapia, tecarterapia e/o avvalendosi di mesoterapia, di infiltrazioni locali con corticosteroidi, di ozonoterapia o di onde d’urto.</p>
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		<title>Cervicobrachialgia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:21:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per cervicobrachialgia s’intende dolore cervicale con irradiazione lungo l’arto superiore fino alla mano.<br />
Tale condizione patologica è causata dall’ernia discale ovvero la fuoriuscita del nucleo polposo del disco intervertebrale. Le ernie discali cervicali possono essere determinate da degenerazioni del disco da progressiva disidratazione,  da traumi, da bruschi movimenti di flesso-estensione e da torsione del collo.<br />
Nella gran parte dei casi le ernie interessano gli ultimi dischi cervicali inferiori (C5-C6 e C6-C7) poiché tali zone sono maggiormente esposte a carichi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per cervicobrachialgia s’intende dolore cervicale con irradiazione lungo l’arto superiore fino alla mano.<br />
Tale condizione patologica è causata dall’ernia discale ovvero la fuoriuscita del nucleo polposo del disco intervertebrale. Le ernie discali cervicali possono essere determinate da degenerazioni del disco da progressiva disidratazione,  da traumi, da bruschi movimenti di flesso-estensione e da torsione del collo.<br />
Nella gran parte dei casi le ernie interessano gli ultimi dischi cervicali inferiori (C5-C6 e C6-C7) poiché tali zone sono maggiormente esposte a carichi funzionali.<br />
L’effetto dell’erniazione del nucleo polposo determina l’irritazione della radice del plesso brachiale (da qui cervicobrachialgia) con conseguente irradiazione lungo l’arto superiore.<br />
Mentre l’ernia a livello lombare riconosce una sintomatologia a poussè quella cervicale ha un decorso spesso cronico.<br />
Il primo sintomo consiste abitualmente in dolore nucale con sensazione di tensione; il rachide cervicale è rigido e solo successivamente compare dolore alla spalla e all’arto superiore.<br />
Il dolore all’arto superiore appare spesso sotto forma di formicolio e/o addormentamento. Queste forme di alterazioni della sensibilità interesseranno il pollice in caso di irritazione della VI radice cervicale, l’indice e il medio in caso di sofferenza della VII radice cervicale e l’anulare e il mignolo in caso di interessamento dell’VIII radice.<br />
La diagnosi di cervicobrachialgia viene posta attraverso un attento esame obiettivo e avvalendosi di Rx del rachide, Tac e RMN.<br />
Il trattamento della cervicobrachialgia può essere di tipo conservativo e nei casi più gravi di tipo chirurgico.<br />
Il trattamento conservativo prevede l’uso farmacologico di analgesici, cortisonici, miorilassanti, neurotrofici, di sedute fisioterapiche o di sedute di ozonoterapia.<br />
L’ozonoterapia risulta una  valida metodica per la remissione dei sintomi grazie alla potente azione antinfiammatoria e miorilassante.<br />
Si ricorre al trattamento chirurgico allorquando i trattamenti convenzionali non sortiscono effetti.</p>
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		<title>Ozonoterapia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 15:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni discali lombari e cervicali essendo una valida alternativa all’intervento chirurgico. Infatti i pazienti trattati con ozonoterapia presentano percentuali di guarigione superiori all’80% dei casi.<br />
Esistono diverse tecniche d’impiego dell’ossigeno-ozono nel dolore di origine vertebrale: la tecnica intraforaminale, la tecnica intradiscale e le infiltrazioni paravertebrali. Quest’ultima rappresenta la metodica maggiormente utilizzata per la sua semplicità di esecuzione, per la sua efficacia e per le poche controindicazioni (gravidanza, favismo, ipertiroidismo e gravi malattie cardiorespiratorie in fase di scompenso).<br />
La tecnica paravertebrale, una volta individuato palpatoriamente lo spazio intervertebrale da trattare, consiste in iniezioni di ozono alla distanza di circa due cm dalla linea mediana delle apofisi spinose. La somministrazione di ozono è di solito ben tollerata, talora il paziente può avvertire solo una sensazione di pesantezza o di lieve bruciore di breve durata e a risoluzione spontanea.<br />
Un aspetto importante dell’ozonoterapia è che non da alcuna reazione allergica (è un gas) e non crea alterazioni con i farmaci.<br />
Nel trattamento delle lombalgie e cervicalgie sono solitamente necessarie 10-12 sedute a frequenza bisettimanale e il paziente già dopo pochi trattamenti ha la scomparsa del dolore e può riprendere le proprie normali attività.</p>
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