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	<title>dott. Paolo De Martino &#187; Salerno</title>
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		<title>Onde d&#8217;urto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 12:14:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La terapia con onde d’urto rappresenta una metodica innovativa in campo ortopedico-fisiatrico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti  molli (tendini, legamenti).<br />
Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia indotte da un generatore elettroidraulico. elettromagnetico o piezoelettrico caratterizzate da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La terapia con onde d’urto rappresenta una metodica innovativa in campo ortopedico-fisiatrico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti  molli (tendini, legamenti).<br />
Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia indotte da un generatore elettroidraulico. elettromagnetico o piezoelettrico caratterizzate da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta sui tessuti corporei al fine di stimolarne i processi riparativi.<br />
I tessuti attraversati dall’onda d’urto subiscono una sorta di benefico “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili degli effetti biologici(antinfiammatorio,antidolorifico,antiedemigeno, e d’incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale).<br />
Le formazioni calcifiche, che spesso si riscontrano in sede di tendini e legamenti infiammati, dopo trattamento con onde d’urto (comunque non nella totalità dei casi trattati) possono scomparire; ciò non è legato ad un’azione meccanica diretta (di “rottura”), bensì ad un loro scioglimento per attivazione di processi biochimici locali.<br />
A livello osseo tali onde sono in grado di stimolare l&#8217;attività degli osteoblasti (cellule deputate alla formazione di nuovo tessuto osseo), favorendo così i processi riparativi.<br />
Patologie curate e risolte con le onde d’urto:<br />
•	cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);<br />
•	al gomito: epicondilite ed epitrocleite<br />
•	tendine rotuleo nel ginocchio;<br />
•	al piede: tendinite dell’Achilleo, fascite plantare (sperone calcaneare);<br />
•	pseudoartrosi e ritardi di consolidazione (mancata guarigione di una frattura);<br />
•	necrosi ossee.<br />
Per tutte le patologie sopraelencate i trattamenti sono ripetibili, in funzione del risultato clinico e strumentale, dopo adeguato periodo di osservazione<br />
Lo studio De Martino si avvale di onde d’urto con puntatore Storz, leader mondiale indiscusso nella produzione di tali apparecchiature.</p>
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		<title>Presentazione</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2013 15:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo studio medico dott. Paolo De Martino è uno studio privato specializzato nella cura e nel trattamento di numerose patologie del sistema osteo articolare e  muscolare, in particolare quelle della colonna vertebrale e delle principali articolazioni.<br />
Obiettivo principale è la salute del paziente attraverso la competenza e l’impegno, l’alta qualità delle prestazioni effettuate e l’ampia informazione fornita agli utenti sulle patologie diagnosticate.<br />
Caratteristica preminente dello studio è che il dott. Paolo De Martino, medico–chirurgo, specializzato in Fisiatria, effettua personalmente le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio medico dott. Paolo De Martino è uno studio privato specializzato nella cura e nel trattamento di numerose patologie del sistema osteo articolare e  muscolare, in particolare quelle della colonna vertebrale e delle principali articolazioni.<br />
Obiettivo principale è la salute del paziente attraverso la competenza e l’impegno, l’alta qualità delle prestazioni effettuate e l’ampia informazione fornita agli utenti sulle patologie diagnosticate.<br />
Caratteristica preminente dello studio è che il dott. Paolo De Martino, medico–chirurgo, specializzato in Fisiatria, effettua personalmente le visite specialistiche e i trattamenti riabilitativi necessari.</p>
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		<title>Sperone calcaneare</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:33:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo sperone calcaneare è una neoformazione ossea del calcagno particolarmente frequente negli sportivi, nei soggetti con piede piatto e negli obesi. <br />
Spesso provoca intenso dolore riferito al retro piede, in particolare al risveglio, allorquando dalla posizione supina si passa a quella eretta, al mattino, quindi, e durante la deambulazione sia nella fase statica che in quella dinamica del passo.<br />
A volte il dolore risulta essere così ingravescente da costringere ad arrestare la deambulazione.<br />
Il dolore è esacerbato alla digitopressione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sperone calcaneare è una neoformazione ossea del calcagno particolarmente frequente negli sportivi, nei soggetti con piede piatto e negli obesi. </p>
<div id="attachment_251" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/sperone.png"><img src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/sperone-300x223.png" alt="Sperone calcaneare" width="300" height="223" class="size-medium wp-image-251" /></a>
<p class="wp-caption-text">Sperone calcaneare</p>
</div>
<p>Spesso provoca intenso dolore riferito al retro piede, in particolare al risveglio, allorquando dalla posizione supina si passa a quella eretta, al mattino, quindi, e durante la deambulazione sia nella fase statica che in quella dinamica del passo.<br />
A volte il dolore risulta essere così ingravescente da costringere ad arrestare la deambulazione.<br />
Il dolore è esacerbato alla digitopressione del margine inferiore del calcagno e la conferma diagnostica si ha con una Rx dei piedi sotto carico.<br />
Il trattamento è molto spesso conservativo, raramente si giunge al trattamento chirurgico infatti nei casi lievi il trattamento fisioterapico (laser, tens e ultrasuoni) può essere risolutivo, in quelli meno responsivi risultano efficaci le infiltrazioni con corticosteroidi e anestetico o le onde d’urto.<br />
Sovente in ausilio al trattamento conservativo vengono proposte conche talloniere con foro calcaneare. </p>
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		<title>Spalla dolorosa</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:32:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il termine “spalla” si intende in senso stretto l’articolazione gleno-omerale, formata dalla testa dell’omero e dalla porzione della scapola (cavità glenoide) con cui essa è a contatto, nonchè le strutture che circondano l’articolazione stessa, ovvero i tendini della cuffia dei rotatori della spalla, il tendine bicipitale (o tendine del capo lungo del bicipite), l’acromion, la borsa sottoacromiale e l’articolazione acromion-claveare. Attualmente la spalla dolorosa risulta essere il terzo motivo di consultazione specialistica dopo il mal di schiena e i ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine “spalla” si intende in senso stretto l’articolazione gleno-omerale, formata dalla testa dell’omero e dalla porzione della scapola (cavità glenoide) con cui essa è a contatto, nonchè le strutture che circondano l’articolazione stessa, ovvero i tendini della cuffia dei rotatori della spalla, il tendine bicipitale (o tendine del capo lungo del bicipite), l’acromion, la borsa sottoacromiale e l’articolazione acromion-claveare. Attualmente la spalla dolorosa risulta essere il terzo motivo di consultazione specialistica dopo il mal di schiena e i disturbi cervicali.<br />
Il termine Periartrite scapolo omerale, che indica un processo infiammatorio a carico dei tessuti che circondano l’articolazione della spalla, è ormai considerato troppo generico e desueto ed è stato sostituito da termini che risultano identificativi di patologie ben precise come la sindrome da impingement o conflitto sub acromiale, la lesione della cuffia dei rotatori, la tendinopatia calcifica, la capsulite adesiva e l’artrosi gleno omerale.<br />
La sindrome da impingement o conflitto sub acromiale è causata da una riduzione dello spazio compreso tra l’acromion e la testa omerale. Le strutture contenute in questo spazio e aderenti alla testa omerale (tendini della cuffia dei rotatori e borsa subacromiale) urtano contro la superficie inferiore dell’ acromion nei movimenti di flessione e abduzione del braccio. Ne deriva una sintomatologia dolorosa nei movimenti di elevazione del braccio. La terapia della sindrome da impingement si basa sull’impiego combinato di terapia strumentale e terapia manuale.<br />
Per lesione della cuffia dei rotatori s’intende quel dolore alla spalla irradiato al braccio dovuto alla lesione di uno o più tendini della cuffia dei rotatori. Le cause più frequenti sono un attrito acromion-omerale, fenomeni degenerativi dei tendini, traumi propri della spalla. Solitamente il tendine maggiormente interessato è quello del muscolo sovra spinoso. Il dolore alla spalla aumenta nell’elevazione e nell’abduzione del braccio ed è spesso notturno. Il processo degenerativo dei tendini della cuffia dei rotatori può iniziare già dopo i 35-40 anni e in questa fase iniziale la terapia è medica e riabilitativa. Si può infatti facilmente giungere alla guarigione controllando il dolore acuto con infiltrazioni sub acromiali di cortisone e anestetico o avvalendosi della terapia fisica nelle sue diverse forme (laser , tens , tecar, …). In caso di rottura dei tendini della cuffia è utile una valutazione chirurgica.<br />
La tendinopatia calcifica è caratterizzata da calcificazioni che possono essere situate lungo il decorso del tendine (tendinopatia calcifica) o a livello dell’inserzione ossea del tendine (calcificazione degenerativa). Il dolore è spesso improvviso, molto intenso con impossibilità a muovere il braccio. Le infiltrazioni con cortisonico e anestetico nello spazio sub acromiale riducono molto rapidamente il dolore che è insopportabile nelle forme acute. Altrettanto utili possono essere le cure fisioterapiche mentre nelle forme croniche la rimozione del deposito calcico può avvenire con le onde d’urto.<br />
La capsulite adesiva o spalla rigida o spalla congelata è una condizione dolorosa e invalidante che affligge l’articolazione della spalla. Insorge nei soggetti tra i 30 e i 50 anni e spesso senza causa apparente. I pazienti lamentano rigidità articolare e dolore e limitazione nei movimenti. Il dolore solitamente è molto intenso e si intensifica durante il riposo notturno. Insorge in maniera subdola fino a raggiungere una rigidità più o meno marcata. La diagnosi è clinica poiché il paziente avverte limitazione da blocco meccanico. L’Rx è consigliata per escludere eventuali calcificazioni. Il trattamento prevede sedute di fisiochinesiterapia tipo pompages per raggiungere una soddisfacente mobilità articolare. In caso di dolore intenso è consigliato, nelle prime fasi, il trattamento con infiltrazioni con anestetico e cortisonico intrarticolari.<br />
L’artrosi gleno omerale della spalla è un processo degenerativo che interessa questa articolazione.  E’ caratterizzata da dolore e limitazione sia nei movimenti attivi che in quelli passivi. Radiograficamente si apprezza un’evidente riduzione dello spazio articolare. Il trattamento nelle fasi iniziali prevede fisioterapia, eventuali infiltrazioni intrarticolari di cortisonico o acido ialuronico. Nelle fasi avanzate è indicata la protesi di spalla parziale o totale.  </p>
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		<title>Ozonoterapia nelle ernie discali</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:32:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ossigeno ozonoterapia è una metodica consolidata e diffusa per i suoi effetti benefici documentata da anni di ricerca ed esperienza clinica e scientifica. Questa terapia determina il netto miglioramento di numerose patologie e, a volte, consente la completa remissione delle stesse.<br />
L’ozonoterapia è una pratica medica complementare che sfrutta le peculiarità fornite dall’ozono (la cui molecola è formata da 3 atomi di ossigeno). Tale gas ha un’ importante azione antinfiammatoria, analgesica e miorilassante e determina ottimi risultati principalmente nelle ernie/protrusioni discali lombari e cervicali essendo una valida alternativa all’intervento chirurgico. Infatti i pazienti trattati con ozonoterapia presentano percentuali di guarigione superiori all’80% dei casi.<br />
Esistono diverse tecniche d’impiego dell’ossigeno-ozono nel dolore di origine vertebrale: la tecnica intraforaminale, la tecnica intradiscale e le infiltrazioni paravertebrali. Quest’ultima rappresenta la metodica maggiormente utilizzata per la sua semplicità di esecuzione, per la sua efficacia e per le poche controindicazioni (gravidanza, favismo, ipertiroidismo e gravi malattie cardiorespiratorie in fase di scompenso).<br />
La tecnica paravertebrale, una volta individuato palpatoriamente lo spazio intervertebrale da trattare, consiste in iniezioni di ozono alla distanza di circa due cm dalla linea mediana delle apofisi spinose. La somministrazione di ozono è di solito ben tollerata, talora il paziente può avvertire solo una sensazione di pesantezza o di lieve bruciore di breve durata e a risoluzione spontanea.<br />
Un aspetto importante dell’ozonoterapia è che non da alcuna reazione allergica (è un gas) e non crea alterazioni con i farmaci.<br />
Nel trattamento delle lombalgie  e cervicalgie sono solitamente necessarie 10-12 sedute a frequenza bisettimanale e il paziente già dopo pochi trattamenti ha la scomparsa del dolore e può riprendere le proprie normali attività.</p>
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		<title>Mesoterapia antalgica</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:30:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La mesoterapia antalgica può essere indicata come tecnica terapeutica per la cura di patologie dolorose principalmente a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, e cioè:<br />
• patologie dolorose del rachide cervicale, come osteoartrosi del tratto cervicale, traumi, contrattura cervicale acuta, torcicollo, fibromialgia;<br />
• patologie dolorose del rachide dorsale, come contrattura muscolare acuta, fibromialgia;<br />
• patologie dolorose del rachide lombare, come lombosciatalgia, lombalgia, contratture, stiramenti, colpo della strega;<br />
• traumatologia, come lesioni contusive, lesioni distorsive, lesioni da sforzo, crampi, mialgie, stiramenti, tendini, strappi muscolo-tendinei, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La mesoterapia antalgica può essere indicata come tecnica terapeutica per la cura di patologie dolorose principalmente a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, e cioè:<br />
• patologie dolorose del rachide cervicale, come osteoartrosi del tratto cervicale, traumi, contrattura cervicale acuta, torcicollo, fibromialgia;<br />
• patologie dolorose del rachide dorsale, come contrattura muscolare acuta, fibromialgia;<br />
• patologie dolorose del rachide lombare, come lombosciatalgia, lombalgia, contratture, stiramenti, colpo della strega;<br />
• traumatologia, come lesioni contusive, lesioni distorsive, lesioni da sforzo, crampi, mialgie, stiramenti, tendini, strappi muscolo-tendinei, pubalgia, talalgia;<br />
• patologia dolorosa dell’arto superiore, come periartrite scapolo-omerale, periartrite calcifica, capsula retrattile, epicondilite omerale, igroma del gomito, sindrome del tunnel carpale, rizoartrosi del pollice, tenosinovite di De Quervain, m. di Dupuytren, noduli di Haberden;<br />
• patologia dolorosa dell’arto inferiore, come artrosi, borsite trocanterica, borsite ischiatica, tendinite, gonartrosi, idrarto, tallonite, alluce valgo.<br />
La mesoterapia si effettua usando farmaci tradizionali che vengono introdotti in piccolissime quantità nella cute in corrispondenza delle zone da trattare<br />
La mesoterapia risulta essere pressochè indolore e priva di effetti collaterali, e può essere  preferita ad altri trattamenti che prevedono la somministrazioni del farmaco per via generale con conseguente dispersione del farmaco stesso.</p>
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		<title>Lombosciatalgia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:27:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per lombosciatalgia s’intende una sindrome dolorosa che dal tratto lombo sacrale si irradia lungo l’arto inferiore.<br />
Le cause della lombosciatalgia possono essere molteplici; di sicuro la più frequente è l’ernia del disco.<br />
In corso di lombosciatalgia si assiste all’erniazione del disco compreso tra la V vertebra lombare e la I vertebra sacrale (spazio L5 –S1) e meno tra la IV vertebra lobare e la V lombare (spazio L4-L5).<br />
Possiamo assistere ad un’ernia contenuta allorquando è ancora trattenuta dalle fibre del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per lombosciatalgia s’intende una sindrome dolorosa che dal tratto lombo sacrale si irradia lungo l’arto inferiore.<br />
Le cause della lombosciatalgia possono essere molteplici; di sicuro la più frequente è l’ernia del disco.<br />
In corso di lombosciatalgia si assiste all’erniazione del disco compreso tra la V vertebra lombare e la I vertebra sacrale (spazio L5 –S1) e meno tra la IV vertebra lobare e la V lombare (spazio L4-L5).<br />
Possiamo assistere ad un’ernia contenuta allorquando è ancora trattenuta dalle fibre del legamento longitudinale posteriore (fig. a), ad un’ernia protrusa quando essa riesce a far breccia attraverso il legamento longitudinale posteriore (fig. b) o ad un’ernia espulsa quando il nucleo polposo, fuoriuscito dall’anulus, migra verso il basso o resta in contatto con il suo punto d’origine solo mediante un peduncolo (fig. c).</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone  wp-image-318" alt="Immagine1" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/Immagine1-300x230.jpg" width="250" height="175" /></td>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-319" alt="Immagine2" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/Immagine2.jpg" width="250" height="175" /></td>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-320" alt="Immagine3" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/Immagine3.jpg" width="261" height="175" /></td>
</tr>
<tr>
<td>(fig. a)</td>
<td>(fig. b)</td>
<td>(fig. c)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ad ogni modo il disco erniato determina l’irritazione della radice del nervo sciatico.<br />
In caso di lombosciatalgia, quindi, si avrà dolore trafittivo e spontaneo in regione lombare, che si accentua alla digitopressione esercitata in regione paravertebrale, rigidità del rachide lombare con limitazione del tronco, contrattura dei muscoli paravertebrali con classico atteggiamento antalgico e irradiazione dolorosa lungo l’arto inferiore con alterazione della sensibilità (parestesie-formicolii sensazione di scossa elettrica, ipoestesie), alterazione dei ROT, deficit del tono trofismo muscolare, soprattutto dei muscoli glutei, e deficit di forza più o meno evidenti.<br />
In caso di interessamento della radice L5 il dolore si irradia lungo la faccia postero-esterna della coscia, laterale della gamba e dorsale del piede fino all’alluce.<br />
In caso di interessamento della radice S1 il dolore si irradia lungo la faccia posteriore della coscia, posteriore della gamba e plantare del piede fino a raggiungerne le ultime due dita.<br />
Si avrà una riacutizzazione del dolore con manovre semeiologiche tipo il segno di Delitala (digitopressione in corrispondenza dell’emergenza della radice nervosa), manovra di Laségue (l’estensione del ginocchio a coscia flessa sul bacino), punti di Valleix (digitopressione dei punti elettivi dello sciatico).<br />
La diagnosi di lombosciatalgia è essenzialmente clinica. Sono di supporto una Rx, una TC o una RMN del rachide lombo-sacrale.<br />
Il trattamento dell&#8217;ernia del disco prevede due orientamenti: uno conservativo e l&#8217;altro chirurgico.<br />
Il trattamento conservativo prevede, oltre che al riposo, la somministrazione di farmaci antiinfiammatori, antidolorifici, decontratturanti, neurotrofici. Di sicura efficacia risulta essere l’ozonoterapia grazie alla potente azione antinfiammatoria e miorilassante.<br />
Altrettanto valide risultano le sedute di fisiochinesiterapia associate all’elettroterapia, la tecar, le manipolazioni vertebrali (manu medica).<br />
Si ricorre alla chirurgia allorquando non si ha regressione della sintomatologia con il trattamento conservativo.</p>
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		<title>Lombocruralgia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:26:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La lombocruralgia è espressione di un processo patologico che oltre il rachide lombare interessa anche le radici del nervo crurale.<br />
E’ causata dall’ernia del disco interposto tra la III e la IV vertebra lombare con conseguente irritazione della radice L4.<br />
Clinicamente, la sintomatologia dolorosa è caratterizzata da dolore, rigidità e contrattura del rachide lombare, irradiazione dolorosa all’inguine, lungo la porzione antero-interna della coscia fino al ginocchio, ipoestesia e parestesie lungo i suddetti territori, ipotonotrofismo del quadricipite e positività alla manovra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La lombocruralgia è espressione di un processo patologico che oltre il rachide lombare interessa anche le radici del nervo crurale.<br />
E’ causata dall’ernia del disco interposto tra la III e la IV vertebra lombare con conseguente irritazione della radice L4.<br />
Clinicamente, la sintomatologia dolorosa è caratterizzata da dolore, rigidità e contrattura del rachide lombare, irradiazione dolorosa all’inguine, lungo la porzione antero-interna della coscia fino al ginocchio, ipoestesia e parestesie lungo i suddetti territori, ipotonotrofismo del quadricipite e positività alla manovra di Wassemann.<br />
La diagnosi di lombocruralgia è clinica. Sono di supporto una Rx , una Tac o una RMN del rachide lombo-sacrale.<br />
Anche in questo caso  il trattamento può essere o conservativo o chirurgico.<br />
Il trattamento conservativo prevede, oltre che al riposo, la somministrazione di farmaci antinfiammatori, antidolorifici, decontratturanti, neurotrofici.<br />
Anche in tale patologia una menzione speciale merita l’ozonoterapia  che, grazie  al suo potente  effetto antinfiammatorio e miorilassante, è in grado di determinare una completa remissione dei sintomi.<br />
Si ricorre alla chirurgia allorquando i trattamenti convenzionali falliscono.</p>
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		<title>Lombalgia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:25:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per &#8220;mal di schiena&#8221; o lombalgia s’intende dolore limitato alla regione lombare. Si stima che circa l’80 &#8211; 90% delle persone almeno una volta nella vita manifestano una sintomatologia analoga. E’ infatti un sintomo tipico dell’età adulta che colpisce maggiormente quelle professioni che espongono il rachide lombare a maggiore usura. La lombalgia è caratterizzata da dolore spontaneo localizzato al rachide lombare accentuato alla pressione locale e ai tentativi di mobilizzazione del tronco, da contrattura dei muscoli paravertebrali lombari e da ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8220;mal di schiena&#8221; o lombalgia s’intende dolore limitato alla regione lombare. Si stima che circa l’80 &#8211; 90% delle persone almeno una volta nella vita manifestano una sintomatologia analoga. E’ infatti un sintomo tipico dell’età adulta che colpisce maggiormente quelle professioni che espongono il rachide lombare a maggiore usura. La lombalgia è caratterizzata da dolore spontaneo localizzato al rachide lombare accentuato alla pressione locale e ai tentativi di mobilizzazione del tronco, da contrattura dei muscoli paravertebrali lombari e da rigidità del tronco.<br />
Si parla di lombalgia acuta per episodi dolorosi isolati di durata inferiore a 7 giorni, recidivante se gli episodi si ripetono in un periodo massimo di 6 mesi e di cronica quando il dolore persiste oltre i 3 mesi.<br />
Al fine di formulare una corretta diagnosi e quindi un’appropriata terapia, è necessario distinguere una lombalgia meccanica e una infiammatoria.<br />
La lombalgia meccanica può essere causata da :<br />
- artrosi della colonna vertebrale ovvero processi degenerativi dei corpi vertebrali o dei dischi vertebrali dovuti all’invecchiamento delle strutture stesse;<br />
- ernia del disco ovvero la fuoriuscita del nucleo polposo del disco intervertebrale dalla propria sede per sovraccarico ripetuto sul disco stesso;<br />
- stenosi vertebrale ovvero un restringimento del canale spinale con compressione delle strutture interne ad esso;<br />
- spondilolisi, un difetto di una parte della vertebra, detta istmo. Questa condizione può essere complicata dalla spondilolistesi, caratterizzata dallo scivolamento in avanti di una vertebra;<br />
- fratture vertebrali o cedimenti osteoporotici.<br />
Le manifestazioni cliniche della lombalgia meccanica sono rappresentate da :<br />
- dolore generalmente ben localizzabile a livello lombosacrale, che può irradiarsi agli arti inferiori ed associarsi ad alterazioni della sensibilità come sensazione di formicolio, bruciore, punture di spillo; si ha un aggravamento in seguito a posizione eretta prolungata, lavoro manuale pesante, sollevamento e torsione ripetuta, postura errata e un miglioramento con il riposo.<br />
Le lombalgie a genesi infiammatoria sono rappresentate da spondilodisciti sostenute da diversi agenti patogeni (quali il bacillo tubercolare, la salmonella, la postoperatoria da discectomia…), oppure le forme sostenute da parassitosi (quale l’echinococcosi), e ancora le forme reumatiche, l’artrite reumatoide e la spondilartrite anchilosante.<br />
Il trattamento del dolore lombare si basa, innanzitutto, sul riposo: eliminare la causa del dolore è la prima cosa da farsi per evitare l’aggravarsi del sintomo.<br />
Talvolta è consigliato l’utilizzo di un corsetto lombare nel periodo della fase acuta.<br />
I farmaci antinfiammatori agiscono sul dolore e l’infiammazione e sono spesso indispensabili in questa prima fase, associati anche alla massoterapia e alle terapie fisiche antalgiche, come la tens, l’ultrasuonoterapia, il laser e la tecar.<br />
Molto efficace sul dolore e la contrattura muscolare sono la mesoterapia antalgica, le manipolazioni vertebrali nonché l’ozonoterapia per via della sua potente azione antinfiammatoria e miorilassante.<br />
Anche la fisiokinesiterapia, con il trattamento riabilitativo della colonna lombare finalizzato all’apprendimento di specifici esercizi di stretching e rinforzo muscolare degli addominali e dei muscoli dorso-lombari che il paziente può ripetere anche autonomamente al proprio domicilio, è un valido aiuto alla risoluzione del mal di schiena.<br />
In conclusione, per la cura e la prevenzione della lombalgia, è necessario attuare un corretto stile di vita con una costante attività sportiva al fine di mantenere un peso corporeo ottimale, di rendere elastiche le strutture tendinee degli arti e del tronco e di tonificare la muscolatura addominale e gli stabilizzatori del rachide.</p>
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		<title>Ernia del disco</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 16:24:31 +0000</pubDate>
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La progressiva disidratazion, con la conseguente ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per ernia del disco s’intende la fuoriuscita del disco intervertebrale dalla sua sede naturale. Il disco intervertebrale è un cuscinetto interposto tra due corpi vertebrali che svolge un&#8217;importantissima funzione di ammortizzatore. Esso è composto da una parte centrale detta nucleo polposo e da un involucro esterno detto anulus. Con il passare degli anni il disco intervertebrale va incontro a modifiche di tipo degenerativo, di cui la più importante è la disidratazione del nucleo polposo.<br />
La progressiva disidratazion, con la conseguente riduzione della capacità ammortizzante, fa sì che le forze di carico si scarichino maggiormente sull&#8217;anulus, la cui resistenza è ridotta. Il cedimento dell&#8217;anulus può quindi determinare la migrazione e/o la fuoriuscita di parte o dell&#8217;intero nucleo con la formazione dell&#8217;ernia.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-323" alt="protrusione" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/protrusione.jpg" width="209" height="99" /></td>
<td><a href="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/ernia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-398" alt="ernia" src="http://www.paolodemartino.it/wp-content/uploads/2013/06/ernia.jpg" width="143" height="97" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sono diversi i gradi di fuoriuscita del disco dalla propria sede: si va dalla protrusione o bulging (figura 1) in cui la fuoriuscita è minima, all&#8217;ernia vera e propria, in cui il disco intervertebrale è completamente fuori sede (figura 2).<br />
Nel caso in cui il disco erniato impronta il sacco durale, si assiste al classico dolore radicolare causato dall’irritazione delle radici nervose (lombosciatalgia e/o cervicobralchialgia).<br />
E’ opportuno rammentare che non sempre la sintomatologia è rapportata all&#8217;entità dell&#8217;ernia; infatti esistono ernie molto grandi non sintomatiche e praticamente silenti e piccole protrusioni che provocano dolore ingravescente.<br />
Sotto il profilo diagnostico lo studio Rx diretto della colonna, nelle varie proiezioni, la TAC e la RMN forniscono valide informazioni sulla sede, dimensione, estrinsecazioni dell’ernia discale e di eventuali altre patologie concomitanti.<br />
E’d’uopo ricordare che le indagini diagnostiche sono di supporto poichè l’attento esame clinico è indispensabile per una corretta diagnosi.<br />
Il dolore da ernia del disco prevede, pertanto, dapprima un trattamento farmacologico con antidolorifici o FANS e poi, se refrattario, eventualmente con corticosteroidi e neurotrofici.<br />
Capita sovente che il trattamento farmacologico non sortisca gli effetti sperati e nella gestione della discopatia merita una menzione speciale l’ozonoterapia la cui trattazione si rimanda alla sezione apposita.<br />
Il trattamento chirurgico dell’ernia del disco viene oggi riservato ad un numero molto limitato e ben preciso di casi e laddove sia il trattamento farmacologico, sia i trattamenti alternativi, oltre il decadimento della qualità della vita, non siano risolutivi.</p>
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